Venosa

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Venosa è considerato uno dei borghi più belli di Italia, tra le colline Lucane conserva splendidi monumenti del suo passato e permette di immergersi in un’atmosfera medioevale. Prima ancora però, Venosa è stata la città del poeta latino Orazio, e come colonia romana ha molto da raccontare e luoghi da riscoprire.

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La storia di Venosa

Venosa fu fondata nel 291 a.C. dai  Romani che conquistarono la zona dopo aver sconfitto definitivamente i Sanniti. Il nome della città si può probabilmente legare alla dea Venere, alla quale i Romani dedicarono la colonia.

Nel corso del tempo la città andò incontro a riorganizzazioni del territorio, in particolare riguardo alla distribuzione delle aree coltivabili, e dunque fu dedotta di nuovo sia nel 200 a.C., sia nel 43 a.C. per andare incontro alle esigenze prima dei nuovi coloni, e in seguito dei veterani legati ai protagonisti del secondo triumvirato. Gli abitanti di Venosa parteciparono alla Guerra Sociale e ottennero il riconoscimento della cittadinanza romana dall’89 a.C.  e sempre nel I secolo a.C. la città diede i natali al poeta Orazio.

Venosa ebbe un periodo di sviluppo economico tra il II secolo a.C., quando fu agevolata negli scambi e interazioni con altri centri grazie alla costruzione della via Appia che collegava Roma a Brindisi, e il II secolo d.C. quando invece vi fu l’apertura della via Traiana che la tagliava fuori, escludendola e danneggiandola nel sistema commerciale.

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La città iniziò quindi un percorso di decadenza che seguì di pari passo quello di molti altri centri dell’impero fino alla sua caduta, ridimensionandosi e trasformandosi secondo l’urbanistica medioevale.

È interessante però notare in epoca tarda antica, dal IV secolo d.C. la presenza di un’importante comunità ebraica a Venosa, testimoniata dal ritrovamento di epigrafi e soprattutto dalle catacombe nei pressi della collina della Maddalena, complesso ipogeo a uso sepolcrale, estremamente interessante, ricco di iscrizioni in caratteri greci, latini ed ebraici che testimoniano  la storia di questa comunità e dell’integrazione nel sistema sociale e amministrativo romano, oltre che alle particolarità delle usanze funebri.

Il parco archeologico

Venosa è ricca di testimonianze della sua antichissima storia, oltre all’importante sito preistorico di Notarchirico, si trova un’importante area archeologica romana nella località di S. Rocco.

Gli elementi più interessanti del parco archeologico sono senza dubbio le terme e l’anfiteatro. Sono presenti, inoltre, molte testimonianze di domus private.

Il complesso termale si compone di diversi ambienti, in particolare si osservano che nel  tepidarium sono rimasti piccoli pilastri in mattone, e il frigidarium ha dei pavimenti a mosaico con soggetti geometrici di animali marini.

L’anfiteatro di età Giulio Claudia poteva accogliere circa 10 000 spettatori ed era di forma ellittica, se ne conserva parte del perimetro e delle parti muratura negli stili opus mixtus e opus reticulatus.

A Venosa è possibile vedere il passaggio sfumato dall’antica Roma al medioevo, che prende forma concreta nell’abbazia della Santissima Trinità, con la sua stratificazione conserva integrati elementi di epoche successive.

Dall’esterno si nota una doppia struttura che comprende due chiese che risalgono all’epoca normanna. La prima, detta la chiesa antica, è in stile romanico, a pianta basilicale a tre navate, e conserva al suo interno traccia del pavimento della precedente basilica paleocristiana del VI secolo d.C., a sua volta edificata su un tempio pagano del dio Imeneo. Inoltre a un piano inferiore sono state ritrovate dei pavimenti a mosaico di una domus privata di età imperiale.

Adiacente a questa chiesa vi è poi un’altra costruzione molto suggestiva, nota come la chiesa incompiuta. La sua costruzione fu iniziata nel XIII secolo, ma fu sospesa per carenza di fondi. Oggi rimane esattamente come è stata lasciata all’epoca. Il perimetro a croce latina absidata è completo dei muri innalzati e ben conservati, all’interno due arcate complete, cinque colonne corinzie e un pilastro portante, parte della facciata e del battistero sono gli elementi che riuscirono a costruire prima di abbandonare l’opera.

Se ti trovi in visita a Venosa, valuta di visitare anche gli altri parchi archeologici della Basilicata come il sito preistorico di Notarchirico o le splendide Tavole Palatine di Metaponto. Guarda anche le visite guidate che abbiamo selezionato per te!

Orari di apertura

Da giovedì a domenica: dalle ore 9.00 a un’ora prima del tramonto. 

Lunedì, martedì, mercoledì: dalle ore 9.00 alle ore 13.45.

Biglietti

Costo del biglietto (comprende la visita al museo e al parco archeologico): Intero:  €5 – Ridotto:  €2

Il biglietto include l’ingresso al museo.

Visite guidate

Ecco alcune proposte selezionate per te:

Come raggiungere Venosa

IN AUTO

Per raggiungere Venosa dal nord secondo la città di provenienza. Da nord est si può procedere lungo l’autostrada Adriatica A14 e uscire allo svincolo di Foggia, e prendere S.S. 655 Bradanica, Foggia – Matera, e uscire a Venosa sud.  Oppure l’autostrada del Sole A1. Allo svincolo di Caserta, immettersi sull’A16 Napoli – Canosa e uscire a Candela e proseguire ugualmente sulla S.S. 655 Foggia – Matera, e uscire a Venosa sud.

Da Sud invece si consiglia di procedere lungo la Salerno – Reggio Calabria, uscire a Sicignano e deviate per il raccordo autostradale: Sicignano – Potenza, prendere la S.S. 658 Potenza – Melfi. Uscire allo svincolo per Barile-Ginestra-Venosa.

IN BUS

Autolinee Liscio, Autolinee Moretti, Cotrab, Interpuglia Bus, Manieri Bus di Manieri Enrico, Marino autolinee, Mavibus, Sita.

Contatti

Tel: +39 0972 36095

Email: drm-bas.museovenosa@cultura.gov.it

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