Siti archeologici in Lombardia

La regione Lombardia prende il nome dai Longobardi, gruppo barbarico che si è stanziato in questa zona dal 568 d.C. Ma l'area era frequentata sin dal Paleolitico Superiore.

Durante il Neolitico il territorio della Lombardia era frequentato da molte e differenti comunità e durante l'Età del Bronzo quella in assoluto più rappresentativa è la Cultura di Remedello. Tutto il territorio in questo periodo è fittamente popolato soprattutto in prossimità di laghi e fiumi.

Sul finire dell'Età del Bronzo si possono distinguere due diverse aree: una orientale con la civiltà delle palafitte e una occidentale con un gruppo non omogeneo di genti. In quest'area durante l'Età del Ferro si afferma la Cultura di Golasecca mentre in contemporanea nella parte orientale abbiamo la diffusione dell'arte rupestre in Valcamonica e in Valtellina. In particolar modo la Valcamonica con le sue incisioni è il fiore all'occhiello della Lombardia archeologica.

Verso il VI secolo a.C. la regione viene invasa dagli Etruschi (da Sud) e dai Celti (da Nord) mentre i Romani arrivano in queste terre intorno al III secolo a.C. e in età augustea il territorio lombardo viene compreso nella Regio X e nella Regio XI dell'Impero. Il periodo romano ha lasciato traccia in tutte le città lombarde anche se in molti casi le aree archeologiche sono state soffocate dall'urbanizzazione degli anni Settanta.

Solo con i Longobardi il territorio assume per la prima volta un aspetto unitario.

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