Il Lazio è una regione molto particolare: le sovrapposizioni di culture italiche e lo sviluppo della cultura etrusca e romana fanno di questa regione un luogo imprescindibile dell’Italia archeologica.
In età pre-romana l’area compresa tra il Tevere, la cosa e la paludosa piana pontina si chiamava Latium Adictum, mentre la zona dei Monti Sabini era il Latium Vetus occupato dai Latini. Ma i confini della regioni sono stati soggetti a molti cambiamenti nel tempo, rendendo ampio e articolato il patrimonio artistico dell’attuale regione. Importanti sono le testimonianze della vita preistorica del Lazio con tracce risalenti al Paleolitico Inferiore, come ad esempio a Casal dei Pazzi. Ritroviamo poi tracce delle culture neolitiche e della cultura “appenninica” e protovillanoviana durante l’Eta del Bronzo e del Ferro.
All’inizio del I millennio la regione è abitata da popolazione etrusca e a sud da popolazioni italiche. La civiltà etrusca fiorisce per tutto il I millennio nel Lazio settentrionale prima di soccombere a Roma e proprio qui ci ha lasciato traccia soprattutto nelle bellissime necropoli. Nel Sud della regione invece vivevano diversi popoli italici: Latini, Sabini, Volsci, Equi ed Ernici. Proprio i Latini e i Sabini unendosi in una federazione di villaggi diedero vita nel VII secolo ad un villaggio che diventerà poi Roma.
Nell’ultimo periodo dell’Età regia, Roma subisce il dominio etrusco e anche l’influenza della cultura greca. Qui nel Lazio la civiltà romana ha lasciato le sue tracce più spettacolari non solo a Roma città, ma anche in molte città vicine. Roma è stata anche il centro più importante della religione cristiana e le numerose catacombe e necropoli della zona lo testimoniano.
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