Antichi RomaniRegione Basilicata

Torre degli Embrici

Alle pendici del Monte Vulture e agli inizi della Valle di Vitalba, tra colline incontaminate e chilometriche distese verdi, in cui pace e armonia con la natura fanno da padrone, sorge una villa di epoca romana.

Vista dall'alto dell'area archeologica di Torre degli Embrici

La villa romana di Torre degli Embrici

Posta probabilmente lunga l’antica Via Herculea, che collegava il Sannio alla parte bassa della Lucania, questa imponente villa presentava numerosi spazi, un ninfeo, un'abside di 11 metri, vasche, fontane, statue e ornamenti.

Intorno al 1920 furono rinvenuti i primi reperti archeologici, tra cui una statua di Afrodite, custodita ora presso il Museo archeologico di Melfi. Dal 2004 iniziò un nuovo programma di scavi condotto dal ricercatore australiano, professor Richard Fletcher: affiorarono così le prime fondamenta della villa romana! Si scoprì parte dell’abside e alcune monete del IV Secolo.

Dal 2008 al 2011, ancora tre anni di scavi condotti dal Prof. Fletcher, scavi su Torre degli Embrici e scavi di ricognizione in
tutta l’area del Vulture (vennero individuati più di 60 siti in totale), ai quali parteciparono più di 60 tra ricercatori e studenti da tutto il mondo e che portarono alla luce tutti gli altri ambienti, monete, tombe, tegole, ceramiche. Nel 2012 poi, l’ultimo permesso di un anno, soltanto per pulizia degli scavi. Dopodiché, purtroppo, nessun altro permesso.

Per anni, a causa di un disinteresse generale, l'area archeologica, che stando alla tecnologia “remote sensing” dovrebbe espandersi per un totale di 80mt x 60mt resta abbandonata al proprio destino: intemperie, atti vandalici e mancanza di manutenzione
rischiano di ri-seppellire la storia.

Un gruppo di giovani, affezionati al proprio territorio, sogna di ridare vita a questo splendido patrimonio culturale. Unendosi in comitato, come volontari, cercano di prendersi cura, impiegando mezzi e risorse proprie, dell'area archeologica e dell'intera area verde tutta intorno.

L'obiettivo è quello di collaborare con associazioni, enti e aziende; organizzare visite guidate ed eventi culturali, al fine di promuovere l'area e riprendere gli scavi archeologici.

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