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Vetulonia

necropoli di vetulonia

L’area archeologica dell’antica Vetulonia, importante città etrusca, si caratterizza soprattutto per essere una ricca e vasta necropoli di questa civiltà, con tombe monumentali e diversificate nel corso dei secoli, oggi disposte in un paesaggio completamente naturale, tra gli uliveti e la folta vegetazione della macchia mediterranea.

La storia

L’inizio della storia di Vetulonia risale all’età del ferro, quando era uno degli insediamenti della civiltà di Villanova della quale rimangono ancora oggi delle tracce, in particolare in relazione agli usi sepolcrali.

Con lo sviluppo della civiltà Etrusca, anche il centro di Vetulonia si ingrandì: divenne una cittadina fortificata e organizzata, cominciò ad acquisire rilevanza nel sistema economico, intrattenendo scambi commerciali con importanti centri come Populonia e la vicina Roselle. Con quest’ultima in particolare Vetulonia aveva un rapporto di concorrenza che finì per danneggiarla, poiché la sua rivale godeva di una posizione più vantaggiosa per i commerci. Infatti Roselle si affacciava direttamente sul mare, mentre Vetulonia era più spostata verso l’interno.

Fu tra il VII e il V secolo a.C. che la città raggiunse il massimo splendore, testimoniato anche dai resti archeologici, mentre in seguito subì un periodo di crisi e si indebolì. Entrò a far parte dell’orbita romana e divenne un municipium, mantenendo comunque in un primo tempo una certa indipendenza e la propria moneta, ma la sua importanza fu notevolmente ridimensionata dal III secolo a.C. in poi.

Il parco archeologico di Vetulonia

La particolarità principale del sito di Vetulonia è che la sua storia è ripercorribile prevalentemente grazie alle testimonianze relative al mondo dei defunti.

I resti archeologici maggiori infatti sono tombe che risalgono alle diverse epoche di questa città e permettono di inquadrarne le diverse fasi storiche. Si può cominciare dall’età più arcaica, quella che fa riferimento alla civiltà villanoviana, della quale troviamo una necropoli databile all’VIII secolo a.C. nella quale si individuano diversi tipi di sepolture: le tombe a pozzetto, scavate nella roccia e associate all’uso della cremazione, e le tombe a fossa, che invece testimoniano l’uso dell’inumazione.

Quest’ultimo tipo di tombe erano raggruppate in aree chiuse da pietre distribuite in forma circolare, che poteva essere interrotta o chiusa, ed avevano un corredo funebre molto ricco, segno dell’influenza orientale sulla civiltà etrusca a partire dagli ultimi decenni del VIII secolo, sia negli usi, sia nei manufatti. In particolare, ritrovamenti importanti provengono dal circolo dei Lebeti, con dei contenitori in bronzo con decorazioni raffinate, e dal circolo del tridente, detto così per la presenza di un monumentale tridente.

Tombe monumentali

Al VII secolo risalgono invece le tombe monumentali a tholos che sono disposte lungo la via dei sepolcri: la tomba del belvedere, la tomba della pietrera e la tomba del diavolino II.

La prima è poco conservata. Dell’antica struttura quadrangolare coperta da una pseudo cupola rimane l’architrave, un corto dromos che conduceva alla camera sepolcrale con diverse nicchie per accogliere più sepolture. La tomba della pietrera è particolare perché si tratta di una costruzione che racchiude al suo interno due tombe sovrapposte: la prima con camera sepolcrale circolare crollò verso la fine del VII secolo, ma fu usata come base per la costruzione di un’altra tomba, con camera quadrangolare, e due celle speculari lungo il dromos di acceso. Anche questa tomba era ricoperta da una pseudo cupola che non si è conservata, anche se si può vedere il pilastro che la sorreggeva.

La terza tomba detta del diavolino II (quella del diavolino I è stata smontata e riallestita al museo archeologico di Firenze) ha una struttura simile alle prime due, e conserva anche parte della copertura.

De veri tesori sono stati rinvenuti in queste tombe: capolavori di oreficeria, vasi orientali, carri, elmi, schinieri, scudi, lance, statue e monete d'oro e d'argento.

Infine vi sono anche alcune sepolture di epoca romana come la tomba del duce e la tomba del littore.

Si segnala che, oltre a quello che si può vedere nell’area archeologica poco fuori dal centro abitato, in città è visibile parte dell’antica cinta muraria etrusca, circa 30 metri, inglobata all’interno delle meglio conservate mura medioevali.

Nella cittadina è possibile, inoltre, visitare il Museo archeologico “Isidoro Falchi” intitolato allo scopritore del sito di Vetulonia e dove sono conservati i reperti provenienti dall’area archeologica, tra cui i preziosi elementi dei corredi funebri.

Immagini Copyright: By Robin Iversen Rönnlund - Own work, CC BY-SA 3.0

Orari

Area archeologica di Vetulonia

Orario invernale (ottobre-marzo):

Lunedì, mercoledì, giovedì, sabato, domenica: 8.00-17.00

Orario estivo (aprile- settembre):

lunedì, mercoledì, giovedì, sabato, domenica: 10.00-19.00

Chiuso: martedì, venerdì.

Museo civico archeologico Isidoro Falchi

Aperto da martedì a domenica con i seguenti orari:

Ottobre-febbraio 10.00-16.00
Marzo- maggio 10.00-18.00
Giugno-settembre 10.00-14.00 15.00-19.00

Chiuso: lunedì

(luglio e agosto aperto anche il lunedì)

Biglietti

Area archeologica di Vetulonia

Ingresso gratuito

Museo civico archeologico Isidoro Falchi

Costo del biglietto: Intero: 5,00 € - Ridotto: 2,50 €

Vedi anche gli altri siti archeologici della Toscana o i siti archeologici etruschi recensiti in piattaforma.

Contatti

SCHEDA SITO ARCHEOLOGICO:

FONDAZIONE: IX secolo a.C.

DECLINO: III secolo a.C.

CIVILTA’: Civiltà Villanoviana, Etruschi

REGIONE: Toscana

PROVINCIA: Grosseto

AMMINISTRAZIONE: Soprintendenze Archeologia Belle Arti e Paesaggio per le province di Siena, Grosseto e Arezzo

SCOPERTA: XIX secolo

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Vetulonia come arrivare

Area archeologica di Vetulonia

In auto: Da Grosseto, uscendo dalla città in direzione nord ovest, si prende la SP del Padule per circa 7 km fino all’incrocio con la SP Macchiascandona. Procedere su questa per 10 km in direzione località Scala Santa, dove si trovano gli scavi di Vetulonia.

In bus: dalla stazione ferroviaria di Grosseto è possibile prendere l’autobus 44C in direzione Caldana 10, fino alla fermata di Vetulonia Scavi, per un percorso di circa 35 minuti. In alternativa, sempre dalla stazione di Grosseto, bus 10G in direzione Grilli, fino alla fermata Vetulonia scavi, a pochi metri dall’ingresso dell’area archeologica. Il tragitto dura circa un’ora.

Il museo civico archeologico Isidoro Falchi dista 10 minuti a piedi dall’area archeologica, attraversando per località Scala Santa e procedendo su via G. Garibaldi, fino alla destinazione in Piazza Vatluna.

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