Verona romana: tra passato e presente

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Itinerario realizzato in collaborazione con WeGlint.

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Verona è una città affascinante, elegante, viva, meta di turisti che ogni anno arrivano da tutto il mondo per ammirare le meraviglie di luoghi senza tempo, narrati da scrittori e poeti, divenuti patrimonio dell’umanità, “tappa obbligata” per romantici e sognatori.

Ma Verona ha un passato ben più antico di “Giulietta & Romeo”, un passato glorioso, che si intreccia con la storia di Roma, che scopriremo insieme nel nostro itinerario, partendo dal luogo simbolo della città.

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L’arena e la città al tempo di Roma

Arena di Verona vignettaL’ Arena di Verona è certamente uno dei più noti e forse il meglio conservato tra gli anfiteatri di epoca romana arrivati sino ai nostri giorni. Costruita nel primo secolo d.C. era capace di accogliere al suo interno oltre 25.000 spettatori. Dopo il Colosseo e l’anfiteatro di Capua, il più grande anfiteatro d’Italia e uno dei più grandi al mondo.

L’Arena, che domina la piazza oggi centro della città, al tempo dei romani si trovava all’esterno delle mura fortificate che proteggevano il nucleo urbano. Solo nel III secolo d.C., con l’avvento di Gallieno che le invasioni barbariche furono erette nuove mura che “inglobarono” di fatto l’arena all’interno della “città nuova”.

L’Arena è tutt’oggi utilizzata per spettacoli e rappresentazioni, palco d’eccellenza per lirica e concerti pop, ma non solo, luogo unico nel suo genere, che negli anni ha visto esibirsi grandi artisti nazionali e internazionali, ma anche sede manifestazioni sportive, tra cui il suggestivo arrivo del giro d’Italia 2020.

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L’Arco dei Gavi

arco dei gavi Verona vignettaPercorrendo Piazza Bra, verso Corso di Porta Nuova, con ancora negli occhi il meraviglioso colpo d’occhio dell’Arena, imbocchiamo verso destra via Roma.

All’incrocio che chiude la piazza potremo ammirare i Portoni della Bra, di epoca medioevale e l’ingresso del Museo Lapidario Maffeiano, tappa obbligata per archeologi e appassionati di storia antica.

Via Roma, tra palazzi eleganti, negozi e boutique ci guida sino all’imponente facciata di Castel Vecchio, costruito nel 1350, oggi sede di un bellissimo museo civico.

Qui, a pochi metri, imboccando sulla destra Corso Cavour, in una piccola piazza affacciata sull’Adige, si presenta ai nostri occhi l’Arco dei Gavi.

L’arco, che come l’Arena risale al I secolo d.C., fu costruito in onore della “Gens Gavia” importante e ricca famiglia romana in epoca imperiale.

Posto fuori dalle mura, sulla via consolare Postumia, a poche centinaia di metri da Porta Borsari rappresenta un rarissimo esempio di arco monumentale eretto in onore di privati cittadini.

L’arco colpisce per qualità e dettaglio dei fregi, e per quel meraviglioso marmo bianco, che dopo due millenni ancora incanta e cattura lo sguardo del passante.

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Porta Borsari

Porta borsari a Verona VignettaMentre l’Adige a un passo da noi continua a scorrere, lasciamo l’Arco di Gavi, imboccando sulla sinistra Corso Cavour, ripercorrendo il tracciato di quella che fu l’antica via consolare romana Postumia.

La zona, oggi viva più che mai, era nel I secolo d.C. un’area sepolcrale, luogo di quiete, posto al di fuori delle mura.

Continuando il nostro cammino potremo osservare l’eleganza degli edifici che affacciano sul bel viale, riedificato in epoca rinascimentale. La strada ci porta nel cuore della città attraverso la porta per eccellenza, l’ingresso principale della Verona romana, Porta Borsari.

Edificata nel I secolo d.C., lungo le mura cittadine, la porta era conosciuta in antichità come Porta Iovia, questo per via della vicinanza con il tempio dedicato a Giove.

Chiaramente riconoscibile, colpisce per eleganza e simmetria.

Tre ordini verticali, realizzati in pietra bianca della Valpolicella, incorniciano due meravigliose edicole al piano strada, regalando alla porta il riconoscibile tratto architettonico.

Oggi come duemila anni fa Porta Borsari è crocevia di passanti, porta d’accesso al cuore della città, un luogo magico, dove passato e presento si incontrano.

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Piazza delle Erbe

piazza delle erbe di Verona, vignettaOltre Porta Borsari, continuando su corso che ne prende il nome, la città diventa più bella che mai. Continuiamo il nostro cammino, tra negozi, gelaterie e palazzi eleganti sino ad incrociare via IV Spade, dove un tempo, sorgeva il tempio di Giove.

Poco oltre, proseguendo su Corso di Porta Borsari, arriviamo in Piazza delle Erbe, senza dubbio una delle piazze più belle e suggestive d’Italia!

La piazza, lunga 140 metri, sorge oggi dove al tempo dei romani vi era il Foro, centro politico, civile e religioso della città. Il Colpo d’occhio incanta e la prospettiva di insieme è semplicemente mozzafiato.

Entrati in piazza è la Colonna di San Marco ad accoglierci, memoria della dominazione della Serenissima.

Alla nostra sinistra Palazzo Maffei, realizzato a partire dal 1629, con la bellissima facciata in stile barocco, che custodisce nei suoi sotterranei i resti di un tempio romano del I secolo d.C.

Al centro della piazza, tra bancarelle e passanti, un autentico capolavoro: la Fontana Madonna di Verona, fatta erigere dal Cansignorio nel 1368. Per realizzare la fontana fu riutilizzata una bellissima vasca in marmo rosso, proveniente dalle terme romane e una statua, anch’essa romana, del III secolo d.C. rinvenuta nell’area del Capitolium nei pressi dell’attuale Palazzo Maffei.

La statua regge un cartiglio in rame, che recita “EST IUSTI LATRIX URBS HAEC ET LAUDIS AMATRIX”, “E’ città che dispensa giustizia ed ama la lode”, antico motto della città.

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Porta dei Leoni

porta dei leoni verona vignettaAttraversando Piazza delle Erbe si ha la sensazione di camminare in un romanzo, dove la storia antica, quella medioevale e il presente si fondono per dare vita ad un luogo senza tempo, davvero molto suggestivo.

Imboccando Via Cappello questa sensazione diviene ancora più marcata, pochi metri per compiere un salto lungo secoli, ed eccoci al n.23 dove, secondo la tradizione, sorge la casa in cui abitò Giulietta. Qui si trova il celeberrimo balcone di cui Shakespear racconta nel suo “Giulietta e Romeo”, meta di turisti e innamorati da tutto il mondo.

Proseguendo oltre, dopo l’incrocio con Vicolo S. Sebastiano, torniamo nell’antichità, nel I secolo d.C. con l’imponente Porta dei Leoni, così chiamata per via di un sarcofago ritrovato nelle vicinanze attorno al XV secolo sul cui coperchio erano posti due leoni.

Il sarcofago è tutt’oggi visibile, posto a poche decine di metri dalla porta, esattamente dietro il monumento al Re Umberto I che affaccia sull’Adige verso Ponte Navi.

Della porta, antico ingresso al Cardo massimo, resta oggi solo una parte della facciata interna, murata in un palazzo del 1200. La costruzione in origine si presentava come un massiccio edificio in muratura, a pianta quadrata, con fornici di accesso al piano strada, e due torri poligonali di cui sono chiaramente visibili i resti, nella sezione di scavo a centro strada.

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Il ponte di Pietra

ponte di pietra Verona vignettaOltre Porta dei Leoni, verso Ponte Navi, raggiungiamo il Monumento a Re Umberto I, dove potremo ammirare il sarcofago dei Leoni, che diede il nome alla Porta.

Qui, girando a sinistra, inizia per noi una lunga passeggiata sul lung’Adige, tra natura e storia, ville e palazzi signorili. Seguendo la via, dopo essere rientrati nella città, ritroveremo sulla nostra destra nuovamente l’Adige, ma non solo.

Di fronte a noi una delle più antiche testimonianze della Verona Romana, il bellissimo Ponte della Pietra.

Già nel I secolo a.C., ben prima della riorganizzazione urbanistica che nel I secolo d.C. cambierà il volto della città, si presentò l’esigenza di garantire un attraversamento sicuro che unisse le due sponde del fiume. Il vecchio ponte ligneo fu così sostituito da una nuova struttura, realizzata in pietra, con 5 arcate.

La struttura, più volte rimaneggiata nei sui 20 secoli di storia, è tutt’oggi utilizzata, via d’accesso privilegiata per raggiungere il Teatro Romano, che domina la città dall’alto.

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Teatro romano

teatro romano di verona vignettaAttraversato l’antico ponte di Pietra ci troviamo di fronte ad un vero e proprio spettacolo, il maestoso Teatro Romano.

Qui, inerpicandoci tra i vicoli che salgono sulla collina, potremo ammirare i resti di uno dei più grandi teatri romani del nord Italia.

Facendo propria la tecnica costruttiva dei Greci i Romani, già nel I secolo a.C., scelsero di sfruttare la pendenza naturale del colle circostante per dare forma al teatro.

Oggi chiaramente visibile, riportato alla luce a partire dal 1800, colpisce per la bellezza degli ambienti e per quella vista sulla città, unica e davvero molto suggestiva.

Poco distante, in quelle che furono un tempo celle dei frati gesuiti, ha oggi sede il Museo Archeologico, dove sono esposti preziosi reperti degli scavi del teatro e di altre importanti campagne di scavo cittadine.

Il Teatro Romano di Verona, con il ponte di Pietra, è testimonianza preziosa di un tempo antico, di una città viva e pulsante, già nel I secolo a.C. quando l’Arena e molti dei monumenti visitati in questo itinerario ancora non esistevano.

Il Teatro Romano, viene tutt’ora utilizzato nella stagione estiva come palco d’eccellenza per concerti Jazz e rappresentazioni teatrali.

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