Antiche civiltà italiche

Pantalica
Totalmente immersa nella natura, la Necropoli di Pantalica ci riporta indietro all’età del bronzo. Un’area isolata e incontaminata, racchiude al suo interno le tracce del più antico e importante insediamento preistorico della Sicilia Orientale.

Necropoli di Fossa
A colpo d’occhio, la necropoli di Fossa stupisce per la disposizione decorativa delle tombe che la compongono, posizionate come se seguissero un disegno geometrico. E' chiamata la “piccola Stonehenge d’Abruzzo” e le sepolture coprono quasi 1000 anni di storia.

Santa Cristina
Il sito archeologico di Santa Cristina è la principale area sacra della civiltà Nuragica: un tempio monumentale con la tipica struttura scavata a pozzo che si fonde poi con un santuario cristiano che ancora oggi ospita feste religiose, creando un’atmosfera di sacralità davvero particolare.

Roca Vecchia
Lungo la costa salentina, a pochi chilometri da Otranto, su un promontorio a picco sul mare sorge l’insediamento di Roca Vecchia, luogo abitato sin dal II millennio a.C. ricco di storia e di importanti testimonianze archeologiche. Incantevole per la peculiarità del paesaggio che lo circonda.

Su Nuraxi
Il villaggio nuragico di Su Nuraxi, anche conosciuto come complesso nuragico di Barumini, è il più importante sito archeologico della Sardegna. È stato riconosciuto dall’Unesco come patrimonio mondiale dell’umanità ed è l’esempio più completo e meglio conservato di nuraghe complesso.

Li Lolghi, Tomba dei giganti
La Tomba dei Giganti si trova sulla cima di una collina nei pressi della località Li Lolghi, alla fine di una piccola stradina asfaltata. Questa costruzione nuragica risale probabilmente al 1800 a.C. e si presenta ancora in ottimo stato di conservazione.

Monte Tiscali
Questo sito archeologico si trova sulla sommità del Monte Tiscali, che si erge a destra del Rio Sa Oche nella Valle di Lanaittu, al confine tra i comuni di Dorgali e Oliena. L’intero villaggio fu costruito in età nuragica e successivamente frequentato e ristrutturato dai Romani, si snoda lungo le pareti della dolina e non è visibile se non unicamente nel momento in cui si raggiunge l’interno della cavità




