Siti archeologici in Campania

La Campania è terra di rilievi collinari e di pianure nell'area costiera, da sempre zona di insediamenti umani. Anche i fiumi che solcano gli appennini formano ampie pianure, ma la peculiarità della regione sono sicuramente le sue aree vulcaniche.

La presenza umana in Campania è documentata fin dal Paleolitico anche se le testimonianze dell'epoca preistorica sono molto scarse a causa dell'intervento umano molto invasivo. Soprattutto nell'arcipelago campano sono stati rinvenuti strumenti databili al Paleolitico e materiali dell'età neolitica. Sul finire dell'età del Bronzo la grande pianura attorno a Capua era dominata dagli Osci che entrarono di certo in contatto con la cultura villanoviana.

L'arrivo dei Greci nel VIII secolo a.C. fu determinante per l'assetto culturale della zona costiera, dove fondarono colonie importanti come Cuma o Poseidonia, in netta contrapposizione con la presenza etrusca nell'entroterra. La rivalità tra le due culture si acuisce nel tempo fino alla resa degli Etruschi nel V secolo a.C. periodo in cui la Campania viene anche invasa dalle tribù sannitiche che dalle montagne dell'appennino scendono in pianura.

Questa invasione in un primo momento provoca un netto declino dell'influenza greca nell'area che però torna pian piano a farsi sentire e anche i Sanniti finiscono per subirne l'influenza, fino all'arrivo dei Romani che fermano definitivamente l'espansione greca. I Romani danno vita ad una serie di grandi opere architettoniche e portano comunque ricchezza nella regione. L'eruzione del Vesuvio del 79 d.C. è un duro colpo, se non una vera catastrofe, per l'economia e lo sviluppo dell'area.

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