Ravenna: in viaggio tra i mosaici

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La città di Ravenna ha un passato di grande prestigio. Pensate che durante la sua storia è stata capitale per ben tre volte:: dell’Impero romano d’Occidente (402-476), del Regno degli Ostrogoti (493-553) e dell’Esarcato bizantino (568-751).  Nel 1996 è stata dichiarata dall’UNESCO patrimonio dell’Umanità per i suoi monumenti risalenti al V-VI secolo d.C. E proprio qui, in questa bellissima città romagnola, si trovano i mosaici bizantini più belli al mondo.

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Vi proponiamo un itinerario speciale  attraverso le preziose tessere colorate: tra le vie e le piazze del centro storico andremo alla scoperta di sette luoghi simbolo del mosaico di Ravenna.

1. MAUSOLEO DI GALLA PLACIDIA – VIA SAN VITALE, 17

Abbiamo deciso di intraprendere il nostro itinerario da qui, da questo bellissimo Mausoleo dedicato alla sorella dell’Imperatore Onorio, la quale decise il trasferimento a Ravenna della capitale dell’Impero Romano d’Occidente nel 402 d.C.

Galla Placidia fece costruire questo piccolo Mausoleo a croce latina per sé, ma in realtà morì a Roma e qui fu seppellita. Esternamente si presenta molto semplice, ma non lasciatevi ingannare: la vera meraviglia è all’interno! Unica è infatti la decorazione musiva della parte superiore del mausoleo, resa ancora più brillante dalla luce dorata che filtra attraverso le finestre di alabastro.

mosaici ricoprono pareti, archi, lunette e cupola e rappresentano temi iconografici il cui tema centrale è la vittoria della vita eterna sulla morte. La cupola simboleggia il cielo e custodisce la parte più espressiva della decorazione: 570 stelle d’oro e un blu intenso, nel mezzo emerge la croce, simbolo di risurrezione.

L’atmosfera magica di questo luogo pare abbia colpito molto D’Annunzio e ispirato Cole Porter nella scrittura della canzone Night and Day.

2. BASILICA DI SAN VITALE – VIA SAN VITALE, 17

La Basilica di San Vitale, voluta dal vescovo Ecclesio e consacrata nel 548 d.C.  è uno dei monumenti più importanti dell’arte paleocristiana in Italia, strettamente legata all’arte bizantina, soprattutto per la bellezza dei suoi mosaici. L’influenza orientale la troviamo sia nell’architettura con le tre navate che terminano in un nucleo centrale a pianta ottagonale sormontato da una cupola che poggia su otto pilastri, sia nella decorazione musiva.

Quando si entra nella Basilica si è subito rapiti dalla bellezza dei mosaici dell’abside e dagli affreschi barocchi della cupola. Davanti ai vostri occhi scorrono le scene musive con l’uccisione di Abele, il sacrificio di Isacco, Abramo e i tre angeli, Mosé che che riceve la legge. Sulle opposte pareti sono raffigurati i ritratti di Giustiniano e Teodora che portano le offerte per la consacrazione della Chiesa.

Ma, sebbene la vista è subito rapita da ciò che ci sovrasta, non dimenticate di guardare bene anche sotto i vostri piedi! Infatti, oltre al motivo della stella polare a otto raggi ripetuto più volte per terra, troverete anche il famoso labirinto sul pavimento del presbiterio di fronte all’altare.

Il labirinto, di circa tre metri e mezzo di diametro, risale al XV secolo e presenta un percorso tortuoso a spirale che ingenera un flusso energetico in grado di purificare chi provi a percorrerlo con concentrazione anelando alla purificazione. Trovare la via d’uscita dal labirinto è un vero e proprio atto di rinascita!

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3. DOMUS DEI TAPPETI DI PIETRA – VIA GIAN BATTISTA BARBIANI, 16

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La Domus dei Tappeti di Pietra è uno dei più importanti siti archeologici italiani scoperti negli ultimi decenni. Alla Domus si accede dalla piccola chiesa di Sant’Eufemia. Si tratta di una sala sotterranea (a 3 metri sotto il livello della strada) costituita da 14 ambienti pavimentati con meravigliosi mosaici policromi e marmi appartenenti ad un grande edificio privato bizantino del V-VI secolo.

Potrete ammirare splendide pavimentazioni in mosaico decorate con elementi geometrici, floreali e figurativi “unici” nel loro genere come quello della “Danza dei Geni delle Stagioni”, una rara interpretazione dei geni che danzano in cerchio o come per la figura del “Buon Pastore” molto diversa dall’usuale rappresentazione cattolica.

4. BATTISTERO NEONIANO – PIAZZA DUOMO, 1

Il Battistero Neoniano (o degli Ortodossi) è uno dei più antichi monumenti della città di Ravenna. Edificato agli inizi del V secolo fu oggetto di importanti lavori di restauro, voluti dal vescovo Neone, che inclusero anche il rifacimento della cupola tra il 450 e il 470. La decorazione interna che possiamo ammirare oggi risale proprio a questo periodo.

Il battistero, di forma ottagonale, presenta una decorazione interna con marmi nella parte inferiore, stucchi nell’area mediana e mosaici di influenza ellenistico-romana nella parte superiore.

La decorazione della cupola, in particolare, si articola su tre livelli. Al centro un grande medaglione racchiude la scena del battesimo di Cristo: la più antica testimonianza di questa scena eseguita a mosaico in un edificio monumentale. Una prima grande fascia che circonda il medaglione rappresenta i dodici apostoli guidati da Pietro e Paolo su un fondo blu intenso. La seconda fascia ha poi un grande valore iconologico e rappresenta il giardino celeste destinato ai battezzati dove trionfano piante, fiori, uccelli. La vivace policromia e la monumentalità del mosaico è di forte influenza bizantina.

Al centro dell’edificio troviamo la  vasca battesimale ottagonale di marmo greco e porfido, rifatta nel 1500 e che conserva ancora qualche frammento originale del V secolo.

Pare che Jung, uno dei padri della psicanalisi rimase molto colpito dalla magia di queste decorazioni.

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5. BASILICA DI SANT’APOLLINARE NUOVO – VIA DI ROMA, 53

La Basilica di Sant’Apolinnare Nuovo viene fatta costruire da Teodorico tra il V e il VI secolo, accanto al suo palazzo. Inizialmente era quindi una Chiesa Palatina, poi dopo la riconquista bizantina nel VI secolo fu consacrata come Chiesa di culto ortodosso e intitolata a San Martino. Secondo la tradizione, nel IX secolo qui furono portate le reliquie di Sant’Apollinare, da qui il cambio del nome con l’aggiunta di “Nuovo” per distinguerla da un’altra chiesa con lo stesso nome presente in città.

sant'apollinaire nuovo

Inizialmente forse la Basilica era circondata da un quadriportico, ma attualmente è preceduta da un portico di marmo databile intorno al XVI secolo. Sul lato destro potete ammirare il campanile, risalente al IX-X secolo.

La Basilica rappresenta un’importante testimonianza dell’incontro tra culto ariana e culto cattolico visibile proprio nella meravigliosa decorazione musica delle pareti, giunta sino a noi dalla sua antica costruzione. La decorazione a mosaico si dispiega su tre grandi fasce. La parte superiore è occupata da 26 scene cristologiche che rappresentano il più grande ciclo monumentale del Nuovo Testamento e il più antico realizzato a mosaico. A destra troviamo scene di vita del Cristo, a sinistra episodi che rievocano letture della Settimana Santa e della Pasqua. Il Salvatore, fulcro della decorazione è rappresentato più grande degli altri personaggi, secondo i canoni dell’arte tardo-antica e ha la barba, a evidenziarne la sofferta natura umana.

La parte mediana presenta una raffigurazione di trentadue figure di Profeti, sedici per lato, a ricordare l’importanza della figura del profeta nelle Sacre Scritture. Nella parte inferiore troviamo i mosaici commissionati dalla Cancellerie che raffigurano, da un lato, una fastosa processione di ventidue Sante guidate da Sant’Eufemia e, dalla parte opposta, un corteo di ventisei martiri in candide vesti.

6. BATTISTERO DEGLI ARIANI – PIAZZETTA DEGLI ARIANI

battistero degli ariani

Anche il Battistero degli Ariani è stato realizzato verso la fine del V secolo da Teodorico. A pianta ottagonale con murature a vista, è interrato per circa 2-3 metri e presenta l’interno spoglio perché delle antiche decorazioni, che con molta probabilità rivestivano le pareti, non è rimasto nulla. E’ tuttavia possibile ammirare i mosaici che decorano la cupola.

I mosaici raffigurano il corteo dei dodici apostoli e al centro il battesimo di Cristo, giovane e nudo, immerso nell’acqua fino ai fianchi.

Come potrete notare l’impostazione iconografica è la stessa del mosaico presente nel Battistero Neoniano, a cui si ispira, ma forte è il riferimento al culto della corte di Teodorico, di fede ariana, con la figura di Cristo allo stesso tempo divina e terrena. Infatti, mentre nel Battistero Neoniano il Cristo è acclamato dagli apostoli come figlio di Dio, qui gli apostoli rendono omaggio al trono sormontato dalla croce dai cui bracci pende un drappo purpureo, simbolo della fisicità terrena di Cristo e della sua sofferenza umana.

7. MUSEO TAMO – VIA NICOLÒ RONDINELLI, 2

Chiudiamo il nostro itinerario con una visita la Museo TAMO, interamente dedicato al mosaico antico e contemporaneo. Ha sede nel complesso monumentale di San Nicolò e propone un affascinante percorso attraverso molti reperti inediti. Un vero e proprio laboratorio dell’Arte del Mosaico  che attraverso i cartoni di grandi maestri del restauro, le sinopie, i materiali, conduce il visitatore nella parte più profonda del “fare” mosaico, visto come un linguaggio artistico autonomo e complesso.

Molti i contenuti multimediali che arricchiscono il percorso con interessanti approfondimenti tematici.