Locri Epizefiri

locri epizefiri

Locri Epizefiri è stata una città della Magna Grecia fondata da greci provenienti dalla Locride. Ultima delle colonie fondate in Calabria, era un fiorente centro commerciale posto sulla costa ionica. Il centro era rinomato nel mondo antico soprattutto per il santuario di Persefone, luogo di grande ricchezza e potere.

La storia della città greca

Locri Episefiri venne fondata dai Greci nel VII secolo a.C. e, grazie alla sua posizione strategica, divenne una delle più importanti città-stato della Magna Grecia.

La città prosperò grazie alla sua posizione favorevole, situata tra il mare e le montagne, che le permetteva di controllare le rotte commerciali e di avere accesso a risorse naturali preziose. La società locrese era organizzata secondo le leggi di Zaleuco, considerate tra le più antiche codificazioni di legge nel mondo greco occidentale, che influenzarono significativamente lo sviluppo del diritto greco e romano.

Durante la sua storia, Locri fu coinvolta in numerose guerre e conflitti con altre città della Magna Grecia e subì l’influenza di potenze esterne, come Atene e Siracusa. Nonostante queste sfide, la città mantenne un certo grado di indipendenza e prosperità fino all’arrivo dei Romani nel III secolo a.C.

Sotto il dominio romano, Locri continuò a essere un centro importante, sebbene la sua importanza come centro politico e culturale declinasse gradualmente. Con la caduta dell’Impero Romano d’Occidente e le successive invasioni barbariche, la città iniziò un lento declino fino a essere abbandonata nell’Alto Medioevo.

Locri Epizefiri: gli scavi

Oggi, l’antica Locri è un sito archeologico di grande interesse, con resti che includono teatri, templi, mura della città e complessi residenziali, che offrono una testimonianza preziosa della vita e della cultura nella Magna Grecia.

All’interno dell’area archeologica di Locri Epizefiri è possibile ammirare i resti dell’antica colonia greca, che aveva un impianto urbanistico regolare attraversato da una grande arteria chiamata “dromo”. La cinta muraria posta a difesa della cittadina si estendeva per ben 7 chilometri ed è  ancora visibile in alcuni punti, all’esterno delle mura ci sono le necropoli mentre la maggior parte delle aree sacre si trovano in prossimità della cinta.

I santuari si trovano all’interno e sono dotati di edifici templari monumentali risalenti al periodo arcaico, quelli situati immediatamente all’esterno invece si presentano con un aspetto meno monumentale seppur al loro interno sono state ritrovate offerte votive in notevole quantità. 

Fra i templi rinvenuti quello meglio conservato è il santuario di Persefone, definito da Diodoro Siculo fra i più famosi dell’Italia meridionale, particolarmente interessante per noi data l’elevata quantità di depositi votivi ritrovati al suo interno come specchi, quadretti in terracotta, frammenti di vasi.

Locri era rinomata nel mondo antico proprio per il santuario dedicato a Persefone, divinità legata al mondo sotterraneo e alla fertilità, che attirava pellegrini da tutta la Grecia. Il culto di Persefone era al centro della vita religiosa della città, e il santuario era un luogo di grande ricchezza e potere, testimoniato dai numerosi doni votivi e dai complessi architettonici che ne costituivano il complesso.

Nei pressi dell’abitato di Centocamere, situato vicino alla costa, si trova l’area sacra di Afrodite, un complesso formato da un tempietto, da una serie di ambienti con portico a “U” e da un cortile centrale.

Il Teatro è un altro dei monumenti a oggi ancora visibili, risale al IV secolo a.C. ed è stato poi rimaneggiato in età romana, si tratta dell’unico edificio pubblico non a carattere religioso riportato alla luce nell’area archeologica di Locri. Il teatro fu costruito sfruttando una conca naturale poteva accogliere circa 4.500 spettatori.

Fuori dalla città troviamo le necropoli. La più nota è quella di Contrada di Lucifero con tombe di tre tipi: a fossa, a cappuccina e a semibotte. Qui sono stati trovati oggetti pregiati importati dalla Grecia e dalle altre colonie della Magna Grecia tra cui vasi, specchi, ornamenti di bronzo e monili in metallo prezioso.

Zaleuco di Locri

La polis di Locri Epizefiri fu famosa nel mondo antico per l’usanza della discendenza per linea materna e per essere stata la prima città nel 660 a.C. a dotarsi di un corpo di leggi scritte attribuito al legislatore Zaleuco, in cui venivano prescritte specifiche pene per ogni delitto superando le decisioni discrezionali dei giudici, spesso fonte di litigi e discordie.

I reperti rinvenuti sono esposti per la maggior parte nel Museo Archeologico di Locri Epizefiri situato all’interno della stessa area archeologica.

Immagini Copyright: By Sandro Baldi – Own work, CC BY-SA 4.0

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Orari di apertura

Il sito è aperto tutti i giorni dalle ore 9.00 alle ore 20.00. Durante il periodo estivo il sito è aperto anche di lunedì.

La biglietteria chiude alle ore 19.30

Giorno di chiusura: lunedì.

Biglietti per gli scavi di Locri

Costo del biglietto (Cumulativo area archeologica e museo): Intero €5 – Ridotto €2

Gratuito la prima domenica del mese.

Come arrivare a Locri Epizefiri

IN TRENO

La stazione ferroviaria più vicina è quella di Locri. Da qui il sito dista poco meno di 5 chilometri ed è quindi preferibile noleggiare un’auto o una bici, oppure usufruire di un servizio taxi.

IN AUTO

Il sito è raggiungibile dalla Strada Statale Jonica 106 in direzione Reggio Calabria.

 

Contatti

Tel: +39 0964 390023

Email: drm-cal.locri@cultura.gov.it

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