Pantalica

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Totalmente immersa nella natura, la Necropoli di Pantalica ci riporta indietro all’età del bronzo. Un’area isolata e incontaminata, racchiude al suo interno le tracce del più antico e importante insediamento preistorico della Sicilia Orientale.

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La storia

Grazie alle sue caratteristiche naturali, l’area di Pantalica, era considerata una fortezza naturale, quasi imprendibile, e per questo fu scelta come luogo di insediamento fin da tempi antichissimi (dal XIII secolo a.C.) dai Siculi.

E’ situata su un altopiano, circondato da canyon, scavati dai fiumi, Anapo e Calcinara. L’area fu abitata fino al VIII secolo, quando gli insediamenti scomparvero, in contemporanea alla diffusione della presenza Micenea sull’isola, e l’inizio dell’epoca storica. Si tratta del nucleo più importante di insediamento preistorico della Sicilia orientale.

La necropoli di Pantalica

È difficile ritrovare le tracce di un insediamento così antico, ma non impossibile.

Infatti, in uno splendido scenario naturale, si possono vedere i resti dell’Anaktoron, il Palazzo del Principe, di cui è possibile individuare parte del perimetro. Questo edificio megalitico, doveva appartenere a una costruzione che ricorda lo stile edilizio miceneo, e risale al XII-XI secolo. Il nome stesso dato all’edificio si richiama al nome miceneo anax, che indica il principe locale.

Non è facile ricostruire esattamente i legami tra i micenei e le popolazioni locali in questo periodo, e valutare dunque l’influenza più o meno presente nello stile edilizio locale, perché abbiamo pochi elementi su cui indagare.

Nell’area si trovano circa 5000 tombe, motivo per cui è nota soprattutto come necropoli. In realtà non si tratta di un’unica area sepolcrale, ma nella zona di Pantalica se ne possono distinguere con certezza cinque, appartenenti a epoche diverse.

La quantità di reperti ritrovati, conservati al museo archeologico Paolo Orsi di Siracusa che prende il nome proprio dall’archeologo che ha scoperto Pantalica, permette di individuare delle particolarità tipiche di quest’area. Particolarità specifiche che riguardo gli oggetti di uso quotidiano, soprattutto le ceramiche, e lo stile sepolcrale. Tutti elementi che hanno reso possibile l’individuazione e la descrizione di una cultura di Pantalica, diffusa in diverse parti della Sicilia.

Le tombe più antiche risalgono XII-XI secolo a.C.  sono situate nell’area nord ovest, mentre l’area più vasta e fitta è quella a Nord. Nell’area sud ovest detta necropoli di Filiporto vi sono circa un magliaio di tombe appartenenti all’ultima fase della città (IX-VIII secolo a.C.).

Contemporanea a questa vi è poi la necropoli della Cavetta del IX-VIII secolo a.C. con la presenza di abitazioni bizantine. Infine la necropoli di S. Maritino, comprende sia tombe a tholos preistoriche, sia catacombe Bizantine del IV-V secolo d.C. Qui troviamo anche l’Ipogeo di Dioniso, riconoscibile da un’incisione che rivela il nome dell’inquilino della tomba, Dioniso appunto. Poi vi è la Grotta di S. Anna in cui si ritrovano alcuni affreschi dove si possono riconoscere le figure di alcuni santi.

Orari della necropoli di Pantalica

È sempre possibile accedere all’ingresso del sito, perché situato all’interno di un’area naturale

Biglietti

Ingresso libero.

Visite guidate

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Come raggiungere Pantalica

In auto: è possibile raggiungere in auto la necropoli di Pantalica da Siracusa tramite la SS124, fino all’incrocio con SP45, e poi SR11 fino a destinazione.

Contatti

Tel: +39 0931 67450

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