Riapre al pubblico dopo 70 anni la Domus Transitoria di Nerone

domus trasitoria news

La Domus Transitoria, quella che fu la prima reggia del tanto amato e odiato imperatore romano, riapre finalmente al pubblico dopo 70 anni di chiusura per lavori di restauro e messa in sicurezza.

domus trasitoria news
Foto tratta da Ansa

L’antica dimora dove visse Nerone prima dell’incendio che devastò Roma nel 64, e che venne poi sostituita dall’ancora più imponente Domus Aurea, è incastonata nel colle Palatino.

In perfetta simbiosi con la personalità istrionica del suo proprietario, era una dimora lussuosa e appariscente con le colonne in porfido, gli affreschi, i marmi policromi, le pietre preziose incastonate nei muri. Tutto richiamava il fasto e il lusso. Dell’antico splendore restano alcuni affreschi, le decorazioni, i grandi spazi con scale e colonne ora nuovamente visitabili.

L’ingresso alla domus avviene attraverso una delle due antiche scale originali che portano nel cuore del Palatino, in un ampio spazio chiuso come una grotta. Siamo al di sotto della cosiddetta Coenatio Iovis della Domus Flavia,  scavata la prima volta nel Settecento dai Farnese. A catturare l’attenzione è la struttura architettonica di un ninfeo che doveva sfoggiare fontane e giochi d’acqua per intrattenere Nerone e i suoi ospiti. Frontalmente si trova il padiglione sostenuto da colonne in porfido dal quale si sviluppava una fila di sale lussuosamente decorate.

Il percorso di visita, curato da Alessandro d’Alessio sarà arricchito da un imponente allestimento di luci per risaltare la sfarzosità degli ambienti e degli affreschi mentre un videowall ricostruirà gli ambienti, restituendo agli occhi dei visitatori contemporanei il loro fascino originale.

La Domus Transitoria, secondo quanto dichiarato dalla direttrice del parco archeologico del Colosseo, Alfonsina Russo, si potrà visitare solo a piccoli gruppi a partire dall’11 aprile.

La notizia è stata pubblicata su alcune testate nazionali il 26/02/2019.

Una news che volevamo condividere con Voi!

La redazione,

Siti Archeologici d’Italia