Antichi RomaniRegione Campania

Capua antica

anfiteatro capua antica

Capua antica raggiunse altissimi livelli di prestigio, al punto da essere chiamata “seconda Roma” da Cicerone proprio per la sua ricchezza e il suo splendore. Degli antichi fasti ancora oggi rimangono delle tracce significative come il secondo più grande anfiteatro romano di Italia dopo il Colosseo, un arco celebrativo dell’imperatore Adriano e il particolarissimo Mitreo ricco di affreschi.

La storia di Capua

L’odierna Santa Maria Capua Vetere, è una città dalla storia antichissima. Passò attraverso diverse fasi e popolazioni che la abitarono. Le tracce archeologiche ritrovate ci riconducono fino agli insediamenti preistorici risalenti al IX secolo a.C. all’età del ferro e alla civiltà villanoviana.

È incerta la data precisa della fondazione del nucleo cittadino, è noto invece che la prima fase di sviluppo urbano di Capua è legata alla presenza etrusca, tra il V e il IV secolo a.C. Successivamente divenne territorio degli Osci, che ampliarono i confini della città e rafforzarono la sua posizione di potere all’interno dell’area campana: Capua divenne capo di una lega di città locali, e si ipotizza che fosse tra le più grandi città di Italia nel IV secolo, quando entrò a far parte per un breve periodo dell’orbita Sannita, per poi passare all’influenza romana nel 338 a.C. come civitas sine suffragio. L’interesse intorno a Capua era dovuto soprattutto alla sua estensione territoriale, urbana e agraria, che ne influenzò le alterne vicissitudini nell’era d’influenza romana della città.

Capua fu scelta da Annibale come uno dei suoi avamposti durante la seconda guerra punica, e la fase tra il 216 e il 211 nota come gli ozi capuani, corrisponde a un’occupazione militare cartaginese determinante per gli sviluppi successivi della guerra.

La collaborazione della città con i cartaginesi costò alla popolazione forti ritorsioni da parte di Roma che riformò la classe dirigente di Capua e sottrasse molte terre ai cittadini e annettendole come proprietà di Roma secondo varie formule. Anche sotto la dominazione romana, la città fu fiorente dal punto di vista della produzione manifatturiera, e divenne un centro ricco, come testimoniano i resti delle opere edilizie monumentali. Il massimo splendore della città si colloca nel periodo repubblicano. In particolare nel I secolo a.C. il prestigio di Capua era così elevato che fu definita da Cicerone altera Roma (ovvero seconda Roma). Uno degli eventi storici più noti legati alla città di Capua, risale proprio a questo periodo ed è la rivolta dei gladiatori del 73 a.C. guidata da Spartaco che diede inizio alla terza guerra servile, conclusasi con la vittoria dell’esercito romano guidato da Crasso e la crocefissione dei ribelli superstiti lungo la strada tra Capua e Roma.

Con l’impero la città perse importanza, soprattutto dopo la costruzione della via Domitiana che non passava per la città e dunque limitò le sue potenzialità commerciali. Ci fu però una parentesi di ripresa economica che coincise con la fase di ristrutturazione promossa da Adriano, a cui si deve un arco trionfale e l’anfiteatro, secondo al solo al Colosseo per dimensioni. Nella tarda età imperiale fu uno dei centri dove il cristianesimo ebbe più veloce affermazione, e divenne sede vescovile, ma con la caduta dell’impero d’occidente fu in parte devastata e soggetta alle invasioni barbariche, trasformandosi definitivamente con l’occupazione degli Ostrogoti e poi con la conquista Longobarda.

L’area archeologica dell’antica Capua

I resti archeologici dell’antica Capua più evidenti sono legati alla fase romana, e in particolare i due maggiori punti di interesse sono l’Anfiteatro campano e il Mitreo.

L’Anfiteatro, costruito tra il I e il II secolo d.C. (come si è detto è stato restaurato e ultimato con l’imperatore Adriano, come conferma un’epigrafe dedicata da Antonino Pio) è il secondo maggiore in Italia dopo il Colosseo, (m. 165 sull’asse maggiore, m. 135 su quello minore a livello dell’arena), anche se il suo stato di conservazione è più incompleto. Infatti, lungo il perimetro esterno ben visibile, rimangono solo alcune arcate disposte su due ordini. La struttura originaria era composta da quattro ordini di spalti composti da ottanta arcate di uguali dimensioni, tranne quelle poste in corrispondenza delle entrate ai quattro punti cardinali che erano enfatizzate da lesene tuscaniche.

Nei primi due ordini nelle chiavi d’arco si trovavano dei busti decorativi raffiguranti divinità, dei quali alcuni sono ancora integri. Si conservano inoltre, i plutei frontali e le balaustre delle gallerie di accesso (vomitoria). Anche i perimetri concentrici della platea sono ben visibili e mostrano come fosse organizzato lo spazio interno.  Si trova associato all’anfiteatro, il museo dei Gladiatori, poiché gli spettacoli principali che vi si svolgevano erano dedicati in particolare a questa forma di intrattenimento. È composto da tre sale, dove si possono trovare diverse ricostruzioni dei combattimenti gladiatorii e della struttura originaria dell’Anfiteatro, oltre ai resti delle sue decorazioni, iscrizioni e sculture.

I mitrei erano luoghi di culto dedicati al dio persiano Mitra. La presenza di uno di questi in quest’area, conferma la diffusione di questo culto nella parte occidentale dell’impero. Fu costruito tra il II e il III secolo d.C. e si compone di una sala principale sotterranea, con pavimentazione in cocciopesto e inserti di marmo, coperta da una volta a botte. Ai lati sedevano gli iniziati lungo dei banconi in muratura, detti praesepia, con il piano inclinato verso la parete con delle piccole vasche per la purificazione.

La particolarità di questo santuario sono gli affreschi decorativi, il più evidente sulla parete di fondo dietro l’altare raffigura Mitra che uccide il toro, sui lati vi sono ripetitivamente a destra e a sinistra in basso la testa della personificazione della Terra e quella di oceano, in alto le figure personificate del sole e della luna. Sono rappresentati anche scene religiose, una processione con le fiaccole, e i diversi passaggi dell’iniziazione di un adepto, che completano così la sequenza pittorica più vasta legata alla simbologia del culto di Mitra. Insolita invece è la presenza di un bassorilievo che rappresenta Amore e Psiche.

Per avere un panorama più completo sulla lunga storia di Capua, non solo romana, vi consigliamo una visita al Museo archeologico dell’antica Capua dove sono esposti i reperti appartenenti alle varie fasi di sviluppo della città.

Immagini Copyright: By Vincenzo Romano - Own work, CC BY-SA 4.0

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Orari

Martedì-Domenica 9.00-19.30

Chiuso il lunedì

Biglietti

Intero: 2,50 €

Ridotto: 1,25 €

I biglietti includono l’ingresso al Museo, l’Anfiteatro, il Mitreo e al Museo dei Gladiatori

SCHEDA SITO ARCHEOLOGICO:

FONDAZIONE: VI secolo a.C.

DECLINO: V secolo d.C.

CIVILTA’: Etruschi, Romani

REGIONE: Campania

PROVINCIA: Caserta

AMMINISTRAZIONE: Polo Museale della Campania

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Come arrivare a Capua

In auto:  è possibile raggiungere Santa Maria Capua Vetere in auto dalle città del nord o del sud, attraverso l’A1 Milano-Napoli e prendere l'uscita Santa Maria-Capua Vetere.

In bus: Da Napoli, o da Caserta, con il bus di linea 7 in direzione Capua è possibile raggiungere Santa Maria Capua Vetere, e in particolare l’area archeologica, scendendo alla fermata Anfiteatro Alifana

In treno: Santa Maria Capua Vetere è raggiungibile anche in treno da nord e da sud, avendo la città una stazione sulla linea ferroviaria Roma-Napoli  non distante dalle aree archeologiche di maggiore interesse